Monsieur Vilak a écrit : ↑sam. mai 16, 2026 12:16 pm
Ok.
Peut être en faire un peu plus sur l'Italie, j'ai vu bien des fans sur Facebook rager que cette BD ne sorte pas de suite de l'autre coté des Alpes. Il y avait une vraie attente, puis ce fut une vraie joie à l'annonce de la parution dans la langue de Dante.
Je contact Ozu, voir ce qu'l peut nous en dire!
Speaking about the reception of this work in Italy, I copy here extracts of a couple of reviews I found online .
The first is from a member of an Italian facebook group I belong, whose name is Mario John. The second is from the Meganerd site.
La lettura e' molto scorrevole, le tavole e la colorazione molto intriganti ed i temi trattati, fra cui quello dei profughi, in questo caso, dello spazio, anche attuali sia oltralpe che da noi.
L'evoluzione e le motivazioni di tutti i personaggi sono ben sviluppate, Procton e Actarus si ritrovano come padre e figlio, Mizar, che ora è un ragazzo, si occupa di suo padre Rigel che
nonostante soffra un pò di demenza senile tira fuori la saggezza che abbiamo sempre sospettato avesse dietro le scenette alla fattoria. Un intero mini capitolo con disegni flashback in bianco e nero è dedicato proprio alle sue vicende durante la seconda guarra mondiale.
Una scenetta divertente, adattata bene in Italiano con le parole della sigla finale Goldrake, mostra Procton che suona un 45 giri della sigla d'epoca.
Goldrake, in quanto Mecha è disegnato in maniera superba e spettacolare, perfetto nelle proporzioni in tutte le angolazioni, anche se come già detto non siamo all'interno di un manga vero e proprio ma di una raffinata BD francese. I nuovi cattivi si ispirano ai defunti Vegani, le guardie incappucciate, ma in particolare il nuovo comandante che ricorda nello stile Gandal. Il popolo Vegano alla ricerca di un nuovo posto dove vivere ricorda anche un pò quella parte di trama vista in Gaiking.
Quale piccola domanda sulla continuity me la sono fatta però. La storia dovrebbe svolgersi una decina d'anni dopo la serie televisiva, che era ambientata chiaramente negli anni settanta, con la sua moda e tecnologia, (nonostante Gandal e Hydargos avessero già enormi schermi al plasma). Quì si accenna al fatto che quando si combatteva la "volta precedente" non ci fossero i cellulari ed internet, ma se appunto questa vicenda si svolge alla fine degli anni ottanta o inizio anni novanta è un pò troppo presto per avere la rete e i telefonini. Ma se tanto alla fine crediamo a Fleed ed ai Vegani possiamo sospendere l'incredulità anche sulle tecnologie.
Questo fumetto in Francia è stato un best seller clamoroso e si è vociferato che proprio questo successo abbia spinto Go Nagai ed i suoi soci arabi a creare il reboot Grendizer U, in cui
Duke Fleed ha le stesse remore e sensi di colpa che Actarus ha in questo libro, cosi come Koji diventa un ricchissimo uomo d'affari come succede anche qui.
Per quanto mi riguarda, questa edizione speciale da fumetteria, con box e copertina alternativa cartonata (decisamente e inspiegabilmente più cara della standard), è un must per ogni fan
collezionista Italiano di Goldrake, da mettere accanto ai vecchi libri degli anni settanta ed ottanta, e tutti insieme nella libreria continueranno a ricordaci che quando la luna è rossa... sono caz-- ehm, c'è da preoccuparsi!
https://www.meganerd.it/recensione/gold ... ecensione/
Il disegno in Goldrake fa la differenza, riesce a colpire nel segno prima della storia perché ogni tavola è davvero eccezionale. I tre disegnatori puntano quasi all’impossibile perché non si sono divisi il lavoro ma hanno deciso di collaborare tutti sulle tavole contemporaneamente. Come spiegato a fine volume il lavoro è stato suddiviso in tre grandi passaggi: per iniziare, hanno realizzato lo storyboard completo del volume, rilavorandolo fino a ottenere un risultato che potesse servire da “schizzo” per la fase successiva, l’inchiostrazione. È stato sottoposto ad almeno due revisioni, prima che Yoann Guillo potesse infine occuparsi del colore. E che colore. Tanto del coinvolgimento che il lettore prova è proprio dovuto all’uso sapiente di quest’ultimo che funge da vera fotografia di questo nuovo capitolo.
Io ho superato immediatamente lo shock iniziale di veder rivivere i personaggi così diversi dagli originali. Lo stile grafico utilizzato non li snatura, sono fedeli nello spirito a quelli di Nagai e avrei trovato disturbante l’operazione contraria, quella di non modificare nulla rispetto al passato. E Goldrake? Goldrake è una macchina maestosa, una sogno che riprende vita. Il comparto mecha del Goldrake francese è da dieci e lode.
A questo ambizioso progetto va certamente data una possibilità. Il mio parere è che non si è di fronte a un’operazione nostalgica commerciale acchiappa consensi, c’è davvero una storia che andava ancora raccontata. Le pagine finali dell’opera sono potenti, riescono a emozionare sinceramente e mi sono ritrovata a farle leggere a diverse persone che hanno amato Goldrake captando nei loro occhi la fierezza di conoscerlo, quasi a voler dire, sì, ancora una volta sono orgoglioso di lui.
La gratitudine tuttavia va ancora una volta al Maestro Gō Nagai, perché questa è una sua creatura e senza il suo genio anche quello che oggi vi consiglio di leggere non sarebbe mai esistito. Vi garantisco che il nostro Goldrake è tornato con tutti gli onori ed il primo a crederci è stato proprio suo padre.